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  Associazione ex allievi di don Gnocchi
  » Scegliamo insieme il progetto della nostra solidarietà! (versione acrobat)


Come comunicato con la Fiaccola di Giugno, l'assemblea presente al 20° Raduno Nazionale ha chiesto che il fondo accantonato in questi 20 anni, grazie alla vostra generosità, venisse usato per un progetto per "gli ultimi", cioè per chi sta vivendo in qesto momento ciò che noi abbiamo vissuto mezzo secolo fa... L'adesione a questa scelta è stata numerosa e solidale, con una sola voce discorde, e quindi subito ci siamo attivati per chiedere alla Fondazione, che dal Marzo 2001 è oltre che ONLUS, anche ONG, estendendo il proprio campo di intervento oltre i confini nazionali, di segnalarci alcuni progetti, ove noi avremmo potuto partecipare con il frutto dei nostri sacrifici di tutti questi anni. ..

Prontamente ci sono giunti due progetti, che ora noi vi sottoponiamo, affinché,da buoni fratelli nel nome diDon Carlo, (non siamo la Sua Famiglia?), possiamo democraticamente decidere per quale dei due, la cifra accantonata potrà essere devoluta.

I due progetti verranno realizzati, in Africa, in Sierra Leone, e noi potremo andare a visionare l'andamento dei lavori e perché no, in gruppo partecipare all'inaugurazione...

La Sierra Leone, ex colonia Britannica sulla costa dell' Africa Occidentale, si estende su un'area di 71,740 Km ed è suddivisa in quattro regioni, divise a loro volta in 12 distretti: in tutto 147 comuni, ognuno amministrato da un capo tradizionale e da un consiglio di anziani. La sua popolazioneè stimata in circa 4.700.000abitanti (dati del 2001).

Il Paese possiede moltissime risorse naturali come: diamanti, oro, bauxite, rutilo, legno pregiato: nonostante ciò la situazione è precaria, l'aspettativa di vita alla nascita, non raggiunge i 40 anni ed un bambino su 4 non raggiunge i 5 anni di età. Dal 1991 a fine dicembre 2001, il Paese ha conosciuto diversi colpi di Stato ed una ininterrotta guerra civile: non si è trattato di una guerra tribale, né religiosa e tanto meno regionale, ma di un conflitto di interessi locali, soprattutto internazionali, legati allo sfruttamento delle risorse naturali. Le conseguenze più terribili del conflitto sono state l'impiego di BAMBINI-SOLDATO, le mutilazioni inflitte a migliaia di civili e le violenze sessuali a carico delle donne di tutte le età. Si stima che nel corso degli ultimi tre anni di conflitto (1998 - 2001) siano state barbaramente mutilate circa 8.000
persone, di cui più della metà donne.
Solo l'intervento della forza multinazionaledi pace è riuscito a ristabilire una situazione di relativa tranquillità, dove la maggioranza della popolazione si trova in seria difficoltà nel gestire la propria vita quotidiana, a causa della mancanza delle mani. Mentre la comunità internazionale sta rispondendo in modo adeguato alle necessità delle fasce più deboli, tramite la costruzione di infrastrutture abitative ed aiuti economici, questi interventi non risolvono i problemi di una persona a cui mancano gli arti superiori: di qui l'idea di realizzare un servizio di microchirurgia ortopedica per rendere funzionale il moncone.


l° PROGETTO
Centro Ospedaliero per ripristino funzionalità dei monconi Il progetto intende costruire un Centro Ospedaliero completo di sala operatoria in grado di effettuare interventi per ripristinare la funzionalità manuale in forma di "pinza bidigitale superiore" (e molti di noi sanno esattamente di che si tratta...)
Mentre le protesi agli arti inferiori permettono la ripresa del cammino, quelle agli arti superiori hanno soprattutto una funzione estetica, e vengono presto abbandonati, ecco perché si desidera intervenire con un intervento che possa permettere di afferrare degli oggetti, aumentando la qualità di vita della persona amputata.
La Diocesi di Makeni, nella provincia di Northern, città di Masiaka, è proprietaria di una struttura rimasta incompleta a causa delle attività belliche. Gli edifici si presentano grezzi, con necessità di intervento strutturale, e si prevede di adeguarle per l'esecuzione di interventi chirurgici, degenza post-operatoria, riabilitazione funzionale, e aspetti di formazione di personale medico e non medico locale. Verrà attivato un reparto di fisioterapia ed alcuni tecnici locali, addestrati da personale italiano, provvederanno a far riprendere la mobilità degli arti lesionati ed eventualmente segnalare la necessità di una protesi.
La localizzazione è stata scelta anche in base alla sua posizione strategica: alla confluenza delle quattro principali vie di collegamento del Paese: verso nordovest e nordest in direzione della vicina Guinea, verso sudest in direzione delle principali miniere di diamanti della Liberia, verso sudovest, in direzione della capitale, Freetown.
Il progetto prevede di intervenire su 587 metri quadri complessivi di strutture chiuse, integrate da alcuni porticati. La planimetria presenta lo stato previsto di 1.150 metri quadri di strutture da realizzarsi nel lungo periodo, indicativamente sei anni.
Naturalmente tutte le opere saranno costruite con criteri adeguati al transito di carrozzine o con difficoltà di deambulazione. Il costo preventivato è di € 1.546.106,54 di cui a nostro carico € 464.621,39 (la cifra è in possesso dell'Associazione anche se non totalmente spendibile immediatamente), e gli altri cofinanziatori sono: Ministero Affari Esteri - GICAM (Gruppo Italiano Chirurghi Amici della Mano), - Mine Action Italy - Onlus.




2°PROGETTO
PROMOZIONE DONNA: Cooperativa sociale integrata e attivazione di microcredito. Abbiamo detto che le conseguenze più terribili della guerra civile sono state: l'impiego di bambini soldato, le mutilazioni inflitte a migliaia di civili e le violenze sessuali a carico delle donne di ogni età. Rapporti delle organizzazioni internazionali per i diritti civili parlano di oltre 40.000 donne stuprate nel corso del conflitto. Molte delle sopravvissute, sono state costrette ad abbandonare la famiglia e la comunità di origine, data la difficoltà di un' accettazione da parte dei familiari, di quanto loro successo, a causa della tradizione culturale predominante in Sierra Leone.

Numerose donne devono quindi reinventarsi un'attività in modo da potersi mantenere e mantenere j propri figli. "La violenza sessuale è rimasta un crimine silenzioso in Sierra Leone meno pubblicizzato rispetto alle più appariscenti mutilazioni selvagge compiute dai belligeranti. Viene però sottolineato come molte donne abbiano subito una doppia violenza: quella sessuale e quella della mutilazione di uno o più arti, in genere un arto inferiore, per evitare la fuga dalla prigionia. Nella legislazione corrente, l'autore della violenza viene di solito condannato a pagare una somma di denaro alla famiglia ed al capo del villaggio della vittima. La vittima può anche essere obbligata a sposare il suo aguzzino. Le sopravvissute non solo devono fare i conti con le gravi conseguenze mentali e fisiche per gli abusi subiti, ma devono anche temere le violenze sessuali anche in periodo di pace." (tratto da http://www.htw.org/reports/sierraleone.html). In questo contesto diventa estremamente importante sviluppare il più possibile le attività caratteristiche della tradizione nazionale, come l'agricoltura, l'allevamento di bestiame, le attività artigianali, per favorire il processo di integrazione delle fasce più deboli. Alcune iniziative gestite da religiosi italiani, hanno finanziato piccole attività di microcredito, rivolte a donne in difficoltà: in tal modo si sono avviati piccoli posti di ristoro sulla strada principali di Freetown, costruiti con legnami di recupero; piccoli allevamenti di animali domestici; si sono realizzati locali di ristoro e servizio. pasti nelle vicinanze dei villaggi per famiglie con amputati; viene finanziato l'acquisto di sementi, per iniziare nuove coltivazioni.
Nell' ottica di favorire lo sviluppo, il progetto della Fondazione Don Carlo Gnocchi, si propone di facilitare la ripresa di attività artigianali, attraverso la creazione di una COOPERATIVA SOCIALE INTEGRATA, rivolgendosi alle persone che hanno perso molti dei diritti civili ed in particolare a donne che hanno subito violenza e mutilazioni. Sempre nella città di Makeni nel 1990 era funzionante un' attività di piccolo artigianato per la realizzazione di articoli da vendere nel territorio circostante, e comprendeva laboratori di taglio e cucito, tintura di stoffe, produzione di tegole per tetti, produzione di sapone ed oggettistica varia. Le costruzioni nelle quali venivano effettuate le attività sono
andate quasi completamente distrutte durante il conflitto: sono rimasti solo alcuni dei muri perimetrali, costruiti con la tecnica tradizionale locale: impasto di fango e paglia con l'aggiunta di un DO' di intonaco.

Il progetto intende recuperare le strutture e riavviare i laboratori artigianali, con particolare attenzione all'attività di taglio e cucito, oltre alla tintura dei tessuti.
La Cooperativa comprenderà due laboratori e sarà costituite da donne, disabili e non, che abbiano intenzione di iniziare un' attività, dopo aver partecipato ad un corso di apprendimento. Il progetto è rivolto a 20 donne, che potranno diventare socie della cooperativa o impostare un'attività in proprio. Alle partecipanti verrà garantito il pranzo per tutto il periodo della formazione per un totale di un anno. .
Alle donne che sceglieranno l'attività in proprio verrà offerta la strumentazione necessaria attraverso un microcredito, sotto forma di beni, il cui controvalore dovrà essere restituito nel corso di due anni di attività, in modo da reinvestirlo per permettere ad altre donne di avviare anche loro, un'attività in proprio. .
Al termine della data del progetto previsto in due anni, la cooperativa potrà proseguite in regime di auto-sostentamento sotto la diretta responsabilità della Caritas della Diocesi di Makeni.
L'intervento prevede: Ristrutturazione di quanto rimasto con la creazione di laboratori, scavo di un pozzo, per fornire acqua; acquisto di un'autovettura per il trasporto dei materiali e delle persone; acquisto delle attrezzature.
Il costo preventivato è di € 198.870,00 di cui € 108.870,00 ad eventuale nostro carico.
(I cofinanziatori di questo progetto sono: Fondazione CaripIo e Mine Action Italy- Onlus). .



Come vedete i bisogni sono veramente vitali e vorremmo poterli realizzare entrambi, ma per ora. .. decidiamo insieme quale scegliere per poter partire e... .se la vostra generosità sarà ancora più grande, chissà... personalmente ce l'ho messa tutta e continuerò a far "pazzie" per incrementare il nostro gruzzolo: Don Carlo non mancherà di fare la Sua parte, come sempre! .
Pubblichiamo una scheda (nell'ultimà pagina) che potrete rispedire o riconsegnare nei vari pranzi Pre-Natalizi, e poter così velocemente poi ratificare in Consiglio e partire per la realizzazione!
Sarà stupendo recarci laggiù a portare la nostra testimonianza di riuscita nella vita e donare loro la speranza di fare altrettanto.
..
Credo che questo sarà il nostro S. Natale più ricco di Fede e gioia per il bene compiuto!!!

Luisa 035/4945620 338-2569690


Ecco alcuni degli scritti che abbiamo ricevuto oltre alle numerose telefonate di assenso:
"La proposta emersa nell'ultimo raduno all'isola d'Elba di cui si parla nella Fiaccola di Giugno, mi trova totalmente d'accordo.
L'idea che anche noi, dopo essere stati tanto amati da Don Carlo, possiamo restituire un po' del Suo amore, mi consola e mi piace. Oltre ai contributi in denaro, fateci sapere, tramite la nostra Fiaccola, quali tipi di aiuto possiamo dare per la realizzazione di questa bella opera. Approfitto di questa mia per dirvi che sono stato allievo di Don Carlo dal 1950, dapprima girovagando un po', e spesso accompagnato personalmente da Don Carlo a Roma, Pessano e Cassano Magnano.




Il nostro indirizzo è:
Associazione ex-allievi don Carlo Gnocchi
casella postale n. 36
24030 Mapello (Bg)
telefono:
035/4945620
cellulare:
338-2569690
c/c/postale:
12896247

e-mail: exallievidongnocchi@tiscali.it


Il nostro intento perenne, si ricorda, è quello di mantenere viva la voce di don Carlo, affinché l'Opera che oggi porta il suo nome risponda sempre alle attese di chi l'ha creata.

Luisa Arnaboldi